Il Padiglione del Paese accompagnava i visitatori attraverso tre tematiche: produzione tipica, acque termali e inquinamento.

sloveniaIl Padiglione della Slovenia, a forma di una strana piramide, era suddiviso in cinque sezioni che volevano descrivere la composizione del territorio del Paese. Su un lato del Padiglione si sviluppava uno spazio aperto con ulivi, una vite antica di oltre 400 anni e un insieme di piante e rocce tipiche della Nazione.

DOLCE E SALATO
Il Padiglione si sviluppava lungo un unico piano e la visita iniziava con una parete dedicata a un giardino verticale monitorato da una centralina. La prima sala presentava ai visitatori le peculiarità del sale di Pirano. I visitatori potevano anche passeggiare su un terreno salino molto rilassante. Questo minerale non viene né macinato né raffinato, e viene lavorato a mano e raccolto ogni giorno nell’area protetta del Parco naturale del Paese. E dal salato si passava al dolce con un’esposizione di nove diversi tipi di miele che si potevano assaporare davanti a una parete di specchi a forma di alveare. L’apicoltura è tutt’ora uno dei fiori all’occhiello del Paese.

ACQUA DA VIVERE
Il terzo tema affrontato nel Padiglione era legato all’acqua. Le risorse idriche minerali e termali fanno infatti della Slovenia un Paese dalle acque benefiche. Con 15 centri e 87 sorgenti naturali, il Paese ha puntato molto su questo bene di prima necessità. Ma la Slovenia ha anche un piccolo accesso sul mar Mediterraneo sfruttato per la pesca e le saline. Uno spazio era dedicato anche alle gallerie sotterranee delle grotte di Postumia.

ARIA INQUINATA
L’ultimo tema affrontato riguardava un progetto scientifico sloveno per misurare la qualità dell’aria con un aereo speciale, il cui prototipo era appeso nella sala. Inoltre la visita comprendeva anche l’esposizione di alcune eccellenze di aziende slovene (dai costruttori di sci agli ingegneri del reparto moto) e la possibilità di vedere con occhiali 3D i principali paesaggi della Slovenia.

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16 dicembre 2015