Nel corso di Expo 2015 tra i due Paesi sono stati conclusi affari per 10 milioni di euro. Cibo, vino e moda i settori più redditizi.

padiglione_cinaNel corso di Expo, Italia e Cina non se ne sono state con le mani in mano, ma hanno approfittato dell’occasione per stringere accordi e concludere affari per un valore complessivo di 10 milioni di euro. Lo ha rivelato Wang Hui, direttore del China Corporate United Pavilion, nel corso di una cena di gala promossa da Wuliangye, brand cinese di liquori.

CIBO, VINO, MODA
Secondo Hui, il CCUP si è rivelato essere una efficientissima piattaforma che ha permesso, grazie a eventi e tavole rotonde, di fare incontrare le realtà cinesi con quelle italiane. I settori che più hanno beneficiato di queste occasioni sono stati soprattutto quelli legati al cibo, al vino e alla moda, tre eccellenze tipicamente italiane che evidentemente affascinano gli imprenditori cinesi.

PRIMA LA CULTURA
Gli imprenditori cinesi, però, sono rimasti piacevolmente stupiti anche dal know how di alcune aziende italiane nel settore dei parchi di divertimenti. Non poteva poi mancare il calcio: Inter e Juventus rappresentano i due principali modelli di riferimento per i manager sportivi. D’altronde, le due squadre in Cina godono di un ampio seguito di tifosi. Archiviata felicemente l’esperienza di Expo Milano, il CCUP guarda con fiducia a Dubai 2020. Ma prima di lanciarsi in altre avventure commerciali, Hui è certo di una cosa, e cioé che senza la divulgazione della cultura cinese è difficile fare affari: «il legame tra attività di business e scambio culturale è fondamentale».

2 dicembre 2015