L'ad rassicura sul rispetto delle scadenze. Maroni: «La criminalità organizzata non c'entra».

Il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni.

Il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni.

Giù le mani da Expo. Non solo scandali legati a tangenti e appalti. Esiste anche un’altra faccia dell’esposizione universale composta da 1200 aziende che stanno lavorando nella legalità e che si sono aggiudicate gare per quasi un miliardo di euro per non farsi trovare impreparate al grande evento.
DANNO ‘CONTENUTO’ A LIVELLO INTERNAZIONALE
Ne è convinto il commissario unico e amministratore delegato di Expo 2015 Giuseppe Sala, che ha voluto sottolineare l’impegno profuso ‘proteggendo’ l’esposizione da un possibile danno d’immagine: «Non bisogna sottovalutare quello che è successo ma posso garantire che a livello internazionale non è stato visto in maniera così drammatica», assicurando che «i lavori saranno ultimati nei tempi previsti».
LAVORI TRA IL 55 E IL 60%
Il ‘salvagente’ lanciato dal governo con il decreto che ha assegnato più poteri di controllo al presidente dell’anticorruzione Raffaele Cantone ha evitato il naufragio a un evento che rischiava di capitolare ancora prima del suo inizio e dovrebbe garantire maggiore «rapidità e tutela» rispetto alle attività in corso. E proprio sui lavori, Sala, che ha annunciato l’incontro con il pubblico ministero napoletano nella prossima settimana, ha voluto ribadire che «lo stato d’avanzamento è tra il 55 e il 60% e chi li vede si accorge che il cantiere sta cambiando settimana dopo settimana».
MARONI: «SCANDALO LEGATO AD ATTI SINGOLI»
A sostenere la tesi di Sala si è schierato anche il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, che in una relazione sull’esposizione universale alla commissione Antimafia del Consiglio regionale, riferendosi al recente scandalo giudiziario ha detto che «si tratta di atti di singoli, o associati fra loro, ma non collegati alla criminalità organizzata».

19 giugno 2014