Uno spazio nel pieno centro di Milano, in cui trovare frutta e verdura di stagione, carne, tagliatelle della “Pasta delle Donne” (lavorate interamente da mani femminili, dal campo alla tavola) confetture, salumi tradizionali, birre, riso Carnaroli e Arborio, orzo, lenticchie e fagioli.
L’INIZIATIVA È STATA INAUGURATA IL 12 APRILE. Un supermercato? No. Si tratta della nuova bottega di Campagna amica, la fondazione di Coldiretti per la diffusione dei prodotti agroalimentari italiani, che ha aperto nel cuore di Milano, a Cascina Cuccagna, a ridosso di via Muratori.
L’iniziativa è stata inaugurata giovedì 12 aprile dal sindaco della città Giuliano Pisapia, che ha dato il via alla nuova sede del mercato agricolo, all’interno della struttura seicentesca nel cuore di Milano, da tempo dimenticata e solo di recente recuperata all’abbandono, grazie a un gruppo di associazioni milanesi. L’inaugurazione dello spazio di vendita si inserisce non solo nell’ampio percorso di recupero della cascina milanese, ma anche nel percorso di avvicinamento a Expo 2015.
PISAPIA: LE CASCINE MILANESI GRANDE RISORSA PER EXPO. «L’intero sistema della cascine milanesi», ha detto il sindaco «è già una grande risorsa per Expo 2015, che pone l’alimentazione e la nutrizione al centro della manifestazione universale. Questo spazio è un punto di riferimento per chi, pur vivendo in una grande metropoli come Milano, non vuole rinunciare al contatto con la terra e all’utilizzo di prodotti a chilometro zero. Milano, considerata da tutti la capitale economica del Paese, è anche la seconda città agricola d’Italia: solo nel nostro territorio ci sono 1.314 orti urbani», ha aggiunto il sindaco.
COLDIRETTI: DAI NUOVI PERCORSI DI VENDITA ANCHE NUOVI POSTI DI LAVORO. Dunque nessuna paura di contaminare città e campagna, come spiega la Coldiretti: «Mentre il Paese si interroga su come crescere, noi abbiamo pensato alle Botteghe di Campagna Amica, e abbiamo creato dei nuovi percorsi di vendita diretta che danno maggior vantaggio ai produttori e ai consumatori, ma che rappresentano anche un’occasione di occupazione e di sviluppo in risposta a due fondamentali problemi: quello della contraffazione e quello dell’inefficienza delle filiere» .
I numeri lo confermano dal momento che, solo negli ultimi 4 anni e solo in Lombardia, le vendite dirette hanno creato mille nuovi posti di lavoro (a cui ora si aggiungono i sei di Cascina Cuccagna); nello stesso breve periodo, sono stati attivati 100 farmers’market, 1.200 agriturismi e 13 agri gelaterie.
KM ZERO: LA POLEMICA TRA NORD E SUD. L’utilizzo di prodotti a chilometro zero è una delle priorità dell’Esposizione Universale del 2015, ma è da tempo al centro di una polemica tra gli organizzatori e le Regioni del sud, che si sentono penalizzate dai limiti geografici di provenienza dei prodotti alimentari.
SALA: È UNA SCELTA SPIEGABILISSIMA. «È una scelta spiegabilissima» quella di usare materiali «a km zero», da un massimo di 350 km, «saremo semplicemente più furbi nello spiegarlo prima». Così l’amministratore delegato di Expo 2015 Giuseppe Sala, giovedì 12 aprile è tornato a ribadire le posizioni della società sulle polemiche con «le confindustrie del sud» relative ai limiti sulle provenienze dei materiali.
«Vogliamo restare su questa decisione, semmai saremo più accorti nell’avere un dialogo preventivo ma solo per spiegare che non sono nostre fisime. Il tema della sostenibilità, che è richiamato da tutti, fa parte della nostra filosofia, c’è scritto a chiare lettere nel dossier di registrazione: bisogna anche essere fermi quando si fanno le cose. Se indichiamo il tema della sostenibilità poi dobbiamo mantenerlo, anche con coraggio. Non possiamo essere allo stesso tempo totalmente liberisti e totalmente sostenibili. Credo che la nostra scelta sia giusta», ha concluso Sala.

14 aprile 2012