Piastrelle che si puliscono da sole, legno che arriva da foreste con sviluppo sostenibile, sughero. A Expo 2015 largo ai materiali 'green'.

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Piastrelle con trattamento fotocatalitico che le rende autopulenti, legno che proviene da foreste con sviluppo sostenibile certificato, un tipo di acciaio, il corten, con una maggiore resistenza agli agenti atmosferici. Sono alcuni dei materiali innovativi con cui sono realizzati i padiglioni di Expo Milano 2015 seguendo il filone della sostenibilità ambientale, tema legato a quello della nutrizione al centro della manifestazione.
SUGHERO SOSTENIBILE PER IL PADIGLIONE BRASILIANO
Per la facciata del padiglione brasiliano «è stato utilizzato il sughero – ha spiegato l’ingegnere Luisa Basiricò dello studio Mosae, che con Stefano Pierfrancesco Pellin ha realizzato il progetto insieme a Studio Arthur Casas – materiale ancora poco usato, proveniente dal Portogallo e che segue un processo sostenibile anche per la produzione». Nella galleria all’aperto ombreggiata da una copertura a griglia, che è l’accesso principale della struttura, è presente un tipo di acciaio corten, dall’aspetto già arrugginito, che ha resistenza agli agenti atmosferici e non necessita di manutenzione.
PIASTRELLE AUTOPULENTI PER VANKE, MULTINAZIONALE CINESE
«Expo è un’opportunità per testare nuove soluzioni» ha spiegato il direttore tecnico dell’ufficio Libeskind di Milano. Per il padiglione della multinazionale cinese Vanke, progettato proprio dallo  studio dell’architetto polacco naturalizzato statunitense, sono state scelte piastrelle di gres porcellanato come copertura. Un brevetto innovativo realizzato con le eccellenze del distretto della ceramica di Sassuolo che le ha dotate di rifinitura metallizzata, con un trattamento particolare che le rende autopulenti. Pulizia garantita ma soprattutto un’elevata attenzione ed efficienza ambientale.
IL CEMENTO BIODINAMICO DI PALAZZO ITALIA
E anche Palazzo Italia non è da meno. Una delle strutture che caratterizzano la struttura italiana a Expo 2015 è stata realizzata con materiali innovativi di assoluta avanguardia, come il cemento biodinamico di Italcementi, la cui realizzazione ha visto impegnati 15 ricercatori. Si tratta di un’esperienza che replica quanto già fatto per Expo 2010 a Shanghai, dove l’impresa realizzò per quell’Esposizione universale il cemento trasparente che ha caratterizzato il padiglione italiano. Con lo stesso spirito, si è messo a punto questo cemento biodinamico, un prodotto dal contenuto tecnologico ancora più innovativo, donando per Palazzo Italia oltre 12mila ore di ricerca e oltre 2mila tonnellate di materiale con il quale sono stati realizzati i 750 pannelli che costituiscono il rivestimento del palazzo
PREMIATA LA PROGETTISTA DEL PADIGLIONE DELL’ANGOLA
Proprio l’azienda italiana ha assegnato un premio speciale alla progettista del Padiglione dell’Angola a Expo 2015, Paula Nascimiento, nell’ambito dell’ArcVision Prize 2015, riconoscimento dedicato all’architettura femminile. In occasione dell’evento universale, l’edizione si è arricchita della collaborazione con We-women for Expo, il progetto di Expo Milano 2015 volto a creare una rete mondiale di donne per ‘Nutrire il pianeta’. Nell’anno in cui Milano ospita la manifestazione, la città  ha voluto coinvolgere anche le donne ambasciatrici dell’evento nella convinzione che la buona architettura sia fatta di capacità creative e tecniche, ma anche di immaginazione, di sentimenti e di cuore.
RUSSIA, SEMPLICITÀ E TRADIZIONE
All’insegna della semplicità e della tradizione è il padiglione della Russia. «Volevamo un’architettura semplice, che non andasse in contrasto con il tema di Expo e che avesse un legame con la tradizione dei padiglioni russi alle precedenti esposizioni, a cui il Paese ha partecipato sin dal 1851». Così l’architetto Sergei Tchoban ha spiegato la nascita della struttura. «La stratificazione di vecchio e nuovo è un concetto che mi sta molto a cuore. A legare il concept del nostro padiglione alla tradizione, l’elemento architettonico che sale verso l’alto, ma soprattutto alcuni valori: dignità, semplicità, chiarezza del profilo» Situata su un’area di circa 4 mila metri quadrati, il padiglione prevede una tettoia di 30 metri che ospiterà giardini e un’area relax. La parte esterna avrà degli elementi in acciaio, in modo che le persone che passeggeranno vicino alla struttura potranno specchiarsi e, perché no, farsi dei selfie. Nell’idea del progettista il design, ma anche i materiali del padiglione – legno, vetro, acciaio, si ispirano ai paesaggi russi, tra cui colline e foreste. All’interno ci sarà poi uno spazio che ospiterà le idee per creare cibo. «Risparmiare energia vuole dire soprattutto non utilizzarne troppa – ha aggiunto Tchoban -. Noi abbiamo ragionato e costruito il nostro padiglione tenendo conto di questo principio».
SLOVENIA, PADIGLIONE COMPOSTO DA CINQUE PIRAMIDI
Anche la Slovenia si è svelata a poco più di un mese da Expo 2015. E il tema scelto è quello di un Paese ‘verde, attivo e sano’. Il padiglione, realizzato completamente in legno, è composto da cinque piramidi: vuole rendere l’idea di un territorio che in un piccolo spazio offre mare, montagne, grotte carsiche e pianure. Ci saranno percorsi dedicati al sale, alle api, alle acque termali e minerali, all’escursionismo e al ciclismo. Sarà anche presentato un progetto specifico sulla misurazione del carbonio nero. Per il 19 gennaio è prevista una ‘giornata nazionale’ di musica internazionale realizzata in collaborazione con il Teatro Verdi. «Con la partecipazione all’Esposizione universale la Slovenia punta a promuoversi come meta turistica e a intensificare i rapporti economici con l’Italia – ha spiegato il direttore dell’Ufficio del turismo sloveno Gorazd Skrt -. Gli italiani sono il nostro primo mercato, nel 2014 gli arrivi sono aumentati del 6% e i pernottamenti del 3 %». Il Paese attende un milione di visitatori all’evento di Milano secondo le stime di Spirit, agenzia per l’incentivazione dell’imprenditoria, degli investimenti e del turismo.

24 marzo 2015