I sigilli sono scattati a causa del mancato pagamento da parte del Paese alla ditta che ha realizzato il Padiglione. Ripercorriamo la sua storia.

MAROCCO-00004Padiglione Marocco sotto sequestro. O almeno quello che ne resta. Nella mattina di giovedì 24 marzo 2016 infatti l’ufficio giudiziario ha posto i sigilli sui materiali (ancora presenti) che hanno costituito la struttura del Marocco. Il provvedimento dovrebbe rimanere in vigore sino a quando non verranno saldati i pagamenti dovuti a E.se. Expo Strutture e Servizi scarl, ditta che lo ha realizzato. A disporre il sequestro conservativo del Padiglione è stato il giudice del tribunale di Milano Beatrice Siccardi. La ditta costruttrice, a meno che il Marocco non decida di saldare il debito, è stata autorizzata a vendere le parti della struttura restanti solo quando il sequestro si tradurrà in pignoramento.

LA SPIEGAZIONE
«Dopo il provvedimento, il Marocco ha versato 530 mila euro sugli ultimi due stati di avanzamento delle opere. Tuttavia, mancano ancora una somma e le ritenute a garanzia che non sono state svincolate. Il giudice ha concesso il sequestro per 570mila euro, ma per noi la cifra è più alta», ha spiegato a Il Giorno Giuseppe Rizzo, l’avvocato della E.se. Expo Strutture e Servizi scarl. L’udienza, fa sapere il legale, è stata fissata per il 21 aprile 2016.

LA STRUTTURA
Il Padiglione del Marocco si sviluppava su un’area di 2.900 metri quadrati di cui 1.300 interamente costruiti. La struttura era quella di una Kasbah (costruzione tipica delle città arabe) in legno e in terra. I materiali, a impatto zero con l’ambiente, erano stati infatti scelti nel pieno rispetto del tema dell’Esposizione Universale. Il Padiglione del Marocco inoltre era suddiviso in cinque parti, ognuna delle quali rappresentava uno dei cinque ecosistemi del Paese del Nord Africa. Dalle province del Nord del Mediterraneo sino alle pianure del Centro ricche di risorse idriche, passando ovviamente per la costa oceanica ricca, urbana e industriale e per le montagne dell’Atlas per finire alle province del Grande Sud. Un percorso visivo e sensoriale importante che si concludeva con un Concept Store che proponeva prodotti selezionati della cultura marocchina.

25 marzo 2016