Uno dei simboli di Expo è stato riprodotto sui fondali della provincia di Savona nell'ambito del progetto dell'Orto di Nemo.

albero della vitaDal cuore dell’Esposizione Universale ai fondali del Mar Ligure. Parte anche da qui il dopo Expo. Ed ecco l’Albero della Vita diventare simbolo dell’Orto di Nemo, il progetto che propone coltivazioni in fondo al mare. Per la precisione nelle acque salate davanti a Noli, piccolo paesino in provincia di Savona. Questo innovativo piano di lavoro prevede che svariati ortaggi vengano coltivati all’interno di cinque semisfere trasparenti rigide ancorate al fondo marino.

L’ALBERO È SOMMERSO
«Al centro del pentagono formato dalle cinque strutture abbiamo assemblato una riproduzione dell’Albero della Vita che crea un collegamento diretto con Expo 2015, dove il Nemo’s Garden ha rappresentato la Regione Liguria nella zona del Potere del Limite», hanno spiegato i promotori. Proprio secondo gli organizzatori la struttura simbolo di Expo è stata scelta poiché rappresenta al meglio un simbolo della cultura italiana che «lancia un messaggio di evoluzione, creatività e unione al mondo intero. Abbiamo voluto usare questa forma fortemente simbolica per lanciare un messaggio internazionale che esaltasse le positività del nostro Paese in un periodo storico sfortunatamente costellato di pulsioni separatiste e individualiste», hanno aggiunto.

LE STRUTTURE DELL’ORTO
Ogni biosfera sommersa è dotata di Wi-Fi che permette comunicazioni via Internet. Una delle strutture struttura è dedicata alla produzione di erbe aromatiche, la seconda è stata destinata alla crescita di circa una decina di piante di diversa natura e applicazione sia per alimentazione che uso farmaceutico. La terza ripropone coltivazioni idroponiche mentre la quarta è destinata a un’azienda leader nell’industria farmaceutica che ha intenzione di studiare diverse piante per uso medicinale. Infine la quinta struttura, sponsorizzata da un noto Orto Botanico di Singapore, al suo interno contiene 70 piante, di tre diverse tipologie di orchidea.

1 luglio 2016