L'edificio vegetale dello scultore Giuliano Mauri, pensato già per Expo ma mai realizzato, è finalmente pronto per venire eretto lungo le rive dell'Adda.

cattedrale vegetaleDoveva essere una delle tante opere simbolo di Expo Milano 2015, poi la Cattedrale Vegetale, luogo di culto naturale e opera postuma dello scultore Giuliano Mauri, era un po’ caduta nel dimenticatoio. Adesso, a Esposizione Universale conclusa, quella selva di alberi che l’artista e scultore lodigiano morto nel 2009 aveva ideato dal letto d’ospedale è pronta ad animare le rive dell’Adda. Il primo pilastro è stato edificato a fine giugno 2016, mentre a inizio di luglio potrebbe sorgere il secondo. Ecco che, passo dopo passo, imprevisto dopo imprevisto, il duomo gotico costituito interamente da alberi di querce è pronto a fare bella figura lungo il fiume.

I LAVORI
La Cattedrale Vegetale era stata pensata e voluta da Mauri come omaggio all’Expo 2015 ma anche come lascito alla sua Lodi. Ad ora l’opera è seguita dalla famiglia dell’artista con la nipote Francesca Regorda curatrice del progetto, mentre i figli sono stati chiamati a sovrintendere la direzione dei lavori. Il progetto aveva poi subito numerosi stop a causa di bonifiche dell’area e per la sua localizzazione in una zona esondabile. «Ne parlai con Mauri, ma non volle prendere in considerazione altri luoghi. La sua cattedrale doveva sorgere lì, in una zona in cui la natura non era contaminata dalla città e che avrebbe lasciato intatta la potenza evocativa dell’opera», ha ricordato Andrea Ferrari al Corriere della Sera.

L’OPERA
La Cattedrale occupa un’area di 1.618 metri quadrati ed è costituita da 108 pilastri di quercia di 1,20 metri di diametro. La sua lunghezza è stimata intorno ai 72 metri per una lunghezza di 22,5 metri e un’altezza variabile tra i 14 e i 18 metri. Il problema delle piene dell’Adda è stato risolto con la creazione di un enorme terrapieno che dovrebbe impedire all’Adda di esondare. Il tutto dovrebbe costare circa 279 mila euro, messi a disposizione dalla Regione Lombardia e da sponsor privati, per creare la struttura. Inoltre altri 60 mila sono destinati per l’illuminazione artistica e le telecamere per la videosorveglianza. Il compito più importante spetta però a Madre Natura chiamata a far crescere forti e sane le querce che compongono la struttura.

28 giugno 2016