La Crui chiede al Governo di rivedere il progetto per il polo tecnologico pronto a sorgere sull'ex area Expo. «Vogliamo una collaborazione pubblico-privata».

human technopoleI rettori delle università italiane bocciano l’Human Technopole. O almeno chiedono al Governo di rivedere in parte i suoi piani. Lo hanno fatto con una lettera indirizzata a Matteo Renzi e firmata dal presidente della Conferenza dei rettori delle università italiane Gaetano Manfredi. Una posizone netta per dire no alla proposta fatta dalla senatrice a vita Elena Cattaneo sull’opportunità di affidare a un singolo istituto i fondi per la realizzazione del centro di ricerca.

LA MANOVRA DEL GOVERNO
«Riteniamo inopportuno attribuire governo e direzione di un tal progetto ad un unico soggetto, di natura privata e individuato senza alcuna valutazione comparativa», si legge nella lettera. Il Governo ora deve varare una manovra per decidere come risolvere una questione spinosa che potrebbe scontentare molti diventando un pericoloso boomerang politico in caso di fallimento o errori. Il punto di svolta riguarda ora la possibilità di coinvolgere più enti come il Cnr o atenei pubblici nella gestione dei fondi. «Temendo l’eccessiva complessità e farraginosità in cui operano la ricerca e le università pubbliche, allora il progetto Human Technopole deve diventare la leva per cambiare le regole, per tutti e subito, in modo da potersi confrontare e misurare sullo spessore e sul valore delle idee e dei progetti», sostengono i rettori.

NUOVA FORMULA
Per gestire l’Human Technopole la Crui propone una gestione che preveda «una collaborazione pubblico-privata che permetta di creare nuovi strumenti di coinvolgimento e responsabilizzazione del sistema pubblico della ricerca, quel sistema che già oggi permette all’Italia di essere nelle prime posizioni al mondo per produttività di ricerca scientifica». La speranza è che entro la fine del 2016 tutti i punti oscuri di questo progetto vengano risolti per permettere al Paese di crescere.

9 giugno 2016