Il sovrintendente del Teatro alla Scala, Alexander Pereira, sogna di aprire un grosso centro culturale nell'ex area espositiva.

Expo2015Milano-OpenAirTheatre«Vorremmo portare all’Expo magazzini e laboratori della Scala. Costruire là le nostre scenografie. E realizzare un grande centro culturale, con un museo importante. E un teatro dove fare tanti, ma tanti concerti con i ragazzi dell’Accademia». A dirlo al Corriere della Sera è il sovrintendente del Teatro alla Scala Alexander Pereira. Una speranza che si sta trasformando in progetto che, però, «non deve essere solo un sogno». E se da una parte si tratta di un’idea forte e solo abbozzata, è da tempo che il direttivo della Scala sta «pensando all’Expo come sua nuova casa. E faremo di tutto per trasformare questo sogno in realtà».

PROGETTO AMBIZIOSO
Anche perché l’area che ha ospitato Expo è in parte già attrezzata per quello che ha in mente Pereira. «Intanto, dopo il concerto del primo maggio, la Scala torna nel Sito con un concerto il 9 luglio 2016». Un avvenimento importante sia per gli abitanti di Milano (e non solo) che per «noi, poiché volgiamo dare di fatto il segno di una presenza sul territorio che la Scala vuole coltivare e sviluppare». A dirigere l’orcestra del Teatro milanese il maestro Myung-Whun Chung.

NUOVI ORIZZIONTI
Ma perché la Scala pensa così intensamente all’ex Area Expo? Presto detto: «Lo spazio Ansaldo dove attualmente abbiamo i nostri laboratori e magazzini non ci basta più. E muoversi dietro via Bergognone con i camion dei materiali per le scenografie è diventato impossibile. Ci servono almeno 75 mila metri quadri ben collegati, comodi, serviti. E l’area dell’Expo, dove di metri quadri ce n’è un milione, sarebbe perfetta». Ma quello che Pereira ha in mente non vuole essere solo un magazzino, ma «un grande centro culturale pronto a dare vita a un museo oltre che a collaborare con altre istituzioni importanti».

4 maggio 2016