Una settimana per trovare i soldi necessari a riaccendere la struttura in vista dell'anniversario del Primo Maggio.

albero_vita_expo_2015Una settimana per trovare il denaro utile a riaccendere l’Albero della Vita. Almeno per l’anniversario del Primo Maggio, oltre che per animare i mesi in cui il Sito che ha ospitato l’Esposizione Universale ha intenzione di rianimarsi sotto il nuovo impulso della Triennale di Milano. È quanto emerso dal summit di lunedì 4 aprile 2016 che si è tenuto in Regione Lombardia e a cui hanno partecipato i vertici di Arexpo, proprietaria dell’area, Marco Balich, inventore dell’Albero, Diana Bracco, commissario del Padiglione Italia e referente della Fondazione legata proprio alla struttura.

BASTA ESBORSI
Una situazione maturata a causa del rifiuto da parte degli industriali di Orgoglio Brescia, Pirelli e Coldiretti, che già avevano messo mano al portafogli per salvare l’Albero della Vita da un futuro incerto, a sborsare nuovi capitali. Anche perché, dopo le enormi spese iniziali, gli investitori vorrebbero vedere numeri e progetti legati all’utilizzo della struttura. Difficile poi che Arexpo possa intervenire con nuovi sovvenzionamenti. La società ha infatti in cassa giusto i 50 milioni messi a disposizione dalla Regione per il «fast post» e per pagare la realizzazione dell’esposizione della Triennale. Difficile che resti qualcosa per nuovi progetti, soprattutto perché i conti lasciati in eredità dall’Esposizione sono tutt’altro che rosei. Questo discorso taglia fuori anche la Regione che si è comunque già dimostrata più che generosa nel finanziare nuovi piani di lavoro legati all’area di Expo.

5 aprile 2016