In mostra al Politecnico di Milano il workshop Expo dopo Expo: i progetti pensati dagli studenti di 15 atenei italiani per sfruttare l'area dell'Esposizione.

expoQuindici scuole di architettura per 30 progetti concentrati sull’area di Expo. Al Politecnico di Milano, presso lo spazio Guido Nardi, il 9 marzo è stata inaugurata la mostra Expo dopo Expo (visitabile fino al 22 marzo al Campus Leonardo, via Ampère): un’occasione per creare un dibattito e riflettere sul futuro delle aree occupate da Expo 2015.
Un’iniziativa che ha preso le mosse dalla volontà di portare il progetto di architettura tra i protagonisti del dibattito sulle trasformazioni urbane. Con l’obiettivo di fornire soluzioni progettuali per il sistema Expo: il workshop invita infatti gli atenei coinvolti alla formulazione di progetti dimostrativi sugli spazi costruiti e aperti della metropoli contemporanea.

SPAZIO AI PROGETTISTI
A partire dal primo novembre 2015, termine dell’Esposizione Universale, ha preso
avvio lo smantellamento dei padiglioni nazionali e dei cluster: il workshop lascia alla discrezione dei
progettisti le scelte relative al rapporto con le principali attrezzature realizzate lungo il sistema del
cardo-decumano, tra cui Palazzo Italia, Open Air Theatre San Carlo, Padiglione Zero, Cascina Triulza,
Albero della vita. Tra gli elementi in gioco prendono particolare rilevanza le infrastrutture della mobilità: la rete stradale primaria recentemente ristrutturata e il sistema del trasporto pubblico. Ulteriore fatto urbano di riferimento è la presenza di un ampio comparto produttivo maturo (Mazzo di Rho) caratterizzato da significativi fenomeni di dismissione.

15 ATENEI COINVOLTI
Il workshop ha coinvolto gruppi di lavoro di diversa provenienza, appartenenti a Scuole di Architettura di tutta Italia. Hanno partecipato i Politecnici di Torino e Milano, l’Iuav, la Federico II di Napoli, l’Alma Mater Studiorum di Bologna, La Sapienza di Roma e l’Università Roma Tre, la Gabriele d’Annuzio di Chieti – Pescara e le Università di Bari, Cagliari, Catania, Firenze, Palermo, Parma e Perugia. L’articolazione funzionale del progetto collettivo prende spunto dalle proposte attualmente in discussione e tiene conto degli atti di pianificazione vigenti, con le seguenti estensioni: polo tecnologico da 80 a 120 mila m2 di superficie di pavimento (Slp); campus universitario da 150 a 200 mila m2 (Slp); business district da 60 a 100 mila m2 (Slp); cluster innovazione/start up da 50 a 80 mila m2 (Slp); parco urbano di almeno 400 mila m2 (St) cui si sommano altre aree per attrezzature pubbliche per 300 mila m2 circa.

11 marzo 2016