L'eredità dell'Esposizione per le aziende alimentari? Per gli esperti è ancora presto parlarne, ma qualcosa sembra muoversi grazie ai molti finanziamenti provenienti da tutto il mondo.

contadino-ortaggi_opt-700x382Expo Milano 2015 ha lasciato all’Italia un’eredità tanto importante quanto doverosa da sfruttare. Lo sanno bene le 350 startup agroalimentari censite dal Future Food Institute durante un’analisi svolta in occasione dei sei mesi dell’Esposizione Universale. Un microcosmo vivo e in costante crescita che sta facendo registrare numeri importanti.

SOSTENIBILITÀ E TECNOLOGIA
Su tutti spicca il binomio agritech-sostenibilità. Tanto da farne parte il 32% delle imprese registrate durante il censimento del Future Food Insitute. Una quota importante e ben più rilevante rispetto a quella fatta registrare dalla sharing economy (20%); e-commerce e distribuzione (12%); sicurezza, tracciabilità e salute (entrambe all’11%); super food (9%); retail (5%). L’Expo 2015 ha così offerto visibilità internazionale, oltre a importanti sovvenzioni, alle imprese specializzate su rami più tecnici e settoriali dell’agricoltura. È il caso degli 1,5 milioni di euro stanziati per sovvenzionare le 25 imprese selezionate nel progetto Start up per Expo di Regione Lombardia-Unioncamere o dei 30 mila euro assegnati alle 25 startup premiate al concorso Nuovi Talenti Imprenditoriali del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali.

DOPO EXPO
Al termine dell’Esposizione le startup nell’ambito dell’alimentare hanno così portato un totale di 5,7 miliardi di dollari in finanziamenti ripartiti in questo modo: 3,4 miliardi in Asia; 1,38 miliardi in Europa; 949 milioni negli Stati Uniti. In Italia, secondo i dati forniti a Il Sole 24 Ore dal Vivaio delle Idee di Fondazione ItaliaCamp e dal Politecnico di Milano, il quadro sarebbe tuttavia molto più frammentato e ondivago. Tra le nove startup interpellate dal Vivaio delle Idee all’interno del suo bacino emergono così dati differenti. Si passa infatti dai finanziamenti da 340 mila euro sino a candidature da quasi 3 milioni di euro per accedere ai fondi europei. «Ritengo sia ancora presto per capire quale sia l’eredità di Expo per le startup del food, anche se è chiaro che queste hanno beneficiato di un’apertura internazionale durante i sei mesi di vita dell’Esposizione», ha spiegato Pier Sandro Cocconcelli, direttore di ExpoLab di Università Cattolica.

15 febbraio 2016