Una mostra fotografica racconta il degrado e i tentativi di riutilizzo delle aree che hanno ospitato le diverse Esposizioni. Da Siviglia sino a Milano.

Lisbona 1998. Foto di Marco Introini.

Lisbona 1998. Foto di Marco Introini.

Si inaugura giovedì 5 novembre 2015 la mostra EXPOdopoEXPO. Lo sguardo di otto fotografi sulle eredità urbane e ambientali di sette Expo. La rassegna, allestita nella sede dell’Ordine degli architetti di Milano, vuole mettere in risalto diversi scatti d’autore per testimoniare la fine che hanno fatto le aree dopo aver ospitato i vari Siti espositivi. Si passa così da Siviglia 1992 per arrivare a Milano 2015.

LE MOTIVAZIONI
Il motivo che ha spinto l’Ordine degli architetti di Milano ad allestire questa mostra, come si legge sul loro sito internet, si rintraccia nella volontà di grantire un futuro adeguato all’area che ha ospitato Expo sino a sabato 31 ottobre 2015. «Il futuro funzionale e fisico dell’area non è stato preparato da un percorso d’indagine di politica economica ed urbanistica. Percorso che sarebbe dovuto iniziare almeno due anni fa per approdare a scelte ponderate, non dettate dalla situazione di emergenza e capaci di innescare meccanismi virtuosi e trasparenti nei processi decisionali nella messa apunto di progetti e negli affidamenti di incarichi», spiega sul sito l’Ordine. La mostra, visitabile sino al 20 novembre 2015, raccoglie fotografie scattate da Claudio Sabatino (Siviglia 1992), Marco Introini (Lisbona 1998), Claudio Gobbi (Hannover 2000), Maurizio Montagna (Svizzera 2002), Gabriele Basilico (Saragozza 2008), Pierfrancesco Celada (Shanghai 2010), Matteo Cirenei e Marco Menghi (Milano 2015).

3 novembre 2015