Ecco le cinque torrefazioni migliori di Milano che utilizzano il metodo artigianale per ottenere un prodotto di elevata qualità.

Il caffè è una bevanda che scandisce la giornata di milioni di persone. Per la tostatura dei chicchi esistono due metodi: quello industriale a ciclo continuo, finalizzato al mercato di massa e quello tradizionale, tipico delle torrefazioni artigianali. Per le quali la tostatura è una vera arte, che porta a un prodotto di elevata qualità. Ecco le cinque migliori a Milano.

1

TORREFAZIONE HODEIDAH
La torrefazione prende il nome dal porto dello Yemen da cui un tempo proveniva il caffè, ricordato ancora oggi, anche se ormai i chicchi arrivano soprattutto da Africa, America centrale e meridionale e persino dall’India. In ogni zona del mondo, il caffè ha un aroma diverso, influenzato anche dal metodo di lavorazione: la maestria consiste nel saper miscelare qualità diverse di origini differenti, per poi ottenere un grande prodotto in tazzina. Alla Torrefazione Hodeidah esostono 70 varietà di caffè: il locale è stretto e lungo, dallo stile antico ma vitale al tempo stesso, senza spazi vuoti e con molti prodotti curiosi. E dal 1946 è una garanzia di qualità per i milanesi. Info: Torrefazione Hodeidah

2

CORAÇÃO DO BRASIL
Un angolo di Brasile in mezzo a Chinatown e un’insegna gialla con scritta in portoghese incastonata tra complicati ideogrammi cinesi. È Coração do Brasil, torrefazione che non passa inosservata in via Paolo Sarpi, dove è arrivata molto prima dei cinesi. Il negozio è stato infatti aperto nel 1962 e oggi il caffè viene importato non solo dal Brasile ma anche da altre parti del mondo: così, tra le miscele, ci sono la Robusta, con chicchi indiani, il Maragocipe, di origine messicana, e persino il Kaffee au deutscheart, utilizzato per il caffè lungo all’americana. Da provare quella servita al bancone, la Top bar. Una tazzina costa 80 centesimi, ma con 6,50 euro c’è l’abbonamento per 10 caffè.

3

TORREFAZIONE PADOVA
Si tratta di una vera torrefazione d’antan gestita dalla famiglia Corneli esperta di caffè e disponibile a condividere il proprio sapere. Se si è fortunati, si può vedere in azione la storica macchina Petroncini in mezzo al negozio: Ferruccio, il capofamiglia, tosta i chicchi di caffè ogni due giorni, sotto lo sguardo dei clienti affezionati che poi lo portano da via Padova a casa nel sacchettino giallo mimosa, rimasto immutato dal 1958, anno di apertura della torrefazione. Qui, a differenza di altri posti, non c’è servizio bar: tra le miscele da acquistare la più venduta è la Padova, che unisce tre tipi di arabica provenienti da Colombia, Etiopia e Costa Rica.

4

HAITI TORREFAZIONE
Una mecca del caffè sui Navigli, una torrefazione che vende a bar e ristoranti ma anche a privati, dove il caffè profuma ancora di tostatura e oli essenziali. È Haiti, torrefazione fondata nel lontano 1947 dove si può imparare tutto quello che c’è da sapere sull’espresso. Qui i chicchi arrivano come una volta in sacchi di yuta, provenienti dalle zone equatoriali e, dopo un lento processo di tostatura, vengono create le miscele con varie tipologie di arabica, fino a sei. Il caffè si acquista in un piccolo bar all’interno della torrefazione, dove l’arredamento in stile Anni 50 offre un tocco vintage per un’atmosfera da vecchia Milano. E c’è anche l’angolo destinato alle degustazioni. Info: Haiti Torrefazione

BAR CHE ADERISCONO ALL'ANTICA PRATICA PARTENOPEA DEL CAFFE' SOSPESO. NELLA FOTO IL BAR TORREFAZIONE VERCELLI IN CORSO VERCELLI 34/5

BAR CHE ADERISCONO ALL’ANTICA PRATICA PARTENOPEA DEL CAFFE’ SOSPESO. NELLA FOTO IL BAR TORREFAZIONE VERCELLI IN CORSO VERCELLI 34/5

TORREFAZIONE VERCELLI
In via Francesco Cherubini è una tappa obbligata per chi passa da Corso Vercelli per assaggiare un delizioso caffè al banco. L’arredamento del negozio, che è stato aperto nel 1953, è semplice ma raffinato e lascia trasparire l’amore per l’espresso e i chicchi provenienti da ogni angolo del mondo: ce ne sono sei, arabici, e vengono miscelati al momento a piacimento del cliente. E poi annusare il sacchettino per strada, tornando a casa, diventa un’esperienza paradisiaca.

Matteo Innocenti
5 maggio 2015