È il simbolo della città meneghina e la più vasta chiesa gotica d'Italia. Oltre 2 mila sculture ne ornano fianchi e abside. Tra demoni, animali mostruosi e personaggi famosi.

Il duomo di Milano, per superficie la quarta cattedrale d’Europa e la più vasta ed elaborata chiesa gotica d’Italia, è il simbolo del capoluogo lombardo. La sua costruzione iniziò nel 1.386, sotto la signoria di Gian Galeazzo Visconti, e la veneranda fabbrica del duomo si concluse solo cinque secoli dopo, alla fine dell’Ottocento. Tra i tratti distintivi della cattedrale, la Madonnina che domina Milano e l’abbondanza di guglie e pinnacoli. Ma anche l’enorme numero di statue che ne ornano i fianchi e l’abside. Sono più di 2.300, scolpite tra il XIV e XX secolo. Al di là dei numerosi gargoyle e doccioni, in forma di demoni e di animali mostruosi, che si credeva fossero in grado di allontanare gli spiriti maligni, molte di esse sono raffigurazioni davvero insolite.
DA DANTE ALIGHIERI A RE VITTORIO EMANUELE
Salendo sulle terrazze del duomo, tra le statue di santi, martiri, angeli ed episodi biblici, si possono scorgere raffigurazioni di personaggi italiani famosi come il Sommo Poeta Dante Alighieri, il direttore d’orchestra Arturo Toscanini e il re Vittorio Emanuele. Si trovano dislocati lungo la falconatura, dove si possono riconoscere anche quattro coppie di pugili. Tra di loro, Primo Carnera, il primo italiano a vincere, nel 1933, il titolo mondiale dei pesi massimi, ed Erminio Spalla che, curiosamente, si cimentò poi nel cinema recitando anche in Miracolo a Milano. C’è anche un ritratto di Benito Mussolini: nel dopoguerra fu ritoccato, ma il bassorilievo ha conservato la riconoscibilissima mascella volitiva delle origini. Armati di ottima vista o meglio ancora di un binocolo, da via Santa Radegonda si può scorgere la statua di una donna seminuda che si appresta a passare da una guglia all’altra, mentre un uomo di fronte sembra provare a fare lo stesso, nella medesima posa acrobatica.

UN MARMO RAFFIGURA UN CUCCIOLO DI DINOSAURO
Tra le pareti del duomo, si nasconde anche un cucciolo di dinosauro. Si trova a destra del portone centrale, nella parte bassa del fregio in marmo. In realtà dovrebbe essere una raffigurazione del drago Tarantasio, che secondo una leggenda popolare viveva nel lago Gerundo, nei pressi di Lodi, cibandosi di bambini e causando la febbre gialla con il suo fiato pestilenziale. Il drago sarebbe stato sconfitto dal capostipite dei Visconti, il quale l’avrebbe poi adottato come simbolo della famiglia. Il biscione visconteo, passato poi agli Sforza e con qualche modifica negli stemmi di Fininvest, Alfa Romeo e Inter, ha infatti un bambino in bocca. Sul lato sinistro del balcone, sopra al portone centrale della cattedrale, c’è una scultura che somiglia molto alla Statua della Libertà di New York: ma forse è vero il contrario, visto che sarebbe stata proprio La Legge Nuova, opera di Camillo Pacetti del 1810, ad aver ispirato Frederic Auguste Bartholdi per la realizzazione del monumento che domina la baia di Manhattan dal 1889.
OGGETTI SPORTIVI E LA STATUA DI UN PICCIONE
Proprio all’ombra della Madonnina, inaugurata nel 1774, ci sono poi alcune sculture realizzate negli Anni 30 che sono rappresentazioni di oggetti sportivi. Tra i fregi del tetto, sono ben riconoscibili quelle raffiguranti guantoni da boxe, racchette da tennis, una piccozza con fune e scarpone per l’arrampicata e una palla ovale da rugby. In più, poco lontano, è possibile notare anche un inconfondibile fascio littorio, ma anche un elmo romano ed un fez. Senza dimenticare il simpatico omaggio al tradizionale ‘abitante’ del duomo e della piazza antistante, nascosto tra gli altri bassorilievi: la statua di un piccione.

Matteo Innocenti
13 gennaio 2015